
(Tempo di lettura 2 min. circa)
Nel precedente post ho parlato di schoolbookcamp.
Oggi parlo di E-book sotto il punto di vista del refuso.
A tutti sarà capitato di leggere un e-book gratuito scaricato dalla rete. Per prima cosa, su 10 download almeno 9 non sono e-book ma semplici capitoletti, i più lunghi dei quali non superano le 30 pagine. Allora perchè ostinarsi a chiamarli e-book. Chiamiamoli articoli, saggi, manuali, ma non e-book. Un libro elettronico, dovrebbe avere la stessa carattersitica strutturale di un libro cartaceo. L'essere suddiviso in capito e paragrafi è "condicio sine qua non".
Altra caratteristica di un e-book anche se pubblicato in modo amatoriale è la leggibilità. Se in un e-book trovo frasi nelle quali manca il verbo (sì è capitato anche questo) io cestino al volo il lavoro. È una sorta di rispetto per il lettore che tende a mancare. Significa non aver riletto il proprio lavoro, non aver dedicato la cura necessaria alla bozza, oppure non averla propria stesa una bozza. Quando leggo un e-book pieno zeppo di errori ho la sensazione di perdere del tempo, oltre a provare un forte senso d'irritabilità! Non so se anche tu condividi la stessa sensazione.
A me farebbe piacere leggere e-book interessanti ed anche corretti dal punto di vista della sintassi grammaticale, della costruzione del periodo!
Idem per gli articoli ed i commenti nella blogosfera!
Tanto vale prendersi la tavola da surf ed andare a solcare altri oceani...
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